Un bicchiere e un Virus

Dicono che il bicchiere vada visto mezzo pieno.
Proviamoci, anche se a volte si fa fatica anche solo a vederlo, il bicchiere, altro che mezzo pieno.
Effetti positivi di lui, il Virus COVID 19.
Ascolta. Cosa? Non sento niente. Proprio così! Niente. Silenzio.
Le nostre città e i nostri paesi sono diventati silenziosi. È una bella sensazione.
Annusa. Ah, ho già capito, non si sente la puzza di fritto del ristorante qui sotto.
Sì, anche questo. Ma annusa l’aria, non lo senti? L’aria è pulita!
L’aria nelle nostre città è diventata più pulita. Visto? Basta poco per ridurre l’inquinamento: togliere le auto dalle strade.
Posso gustarmi con calma un caffè alla macchinetta in ufficio senza preoccuparmi di sfuggire ai colleghi impiccioni e pettegoli. Non ci sono più. Non sono deceduti o malati, eh, ma in smart working o in ferie forzate.
Posso fare riunioni senza spostarmi e arrivare trafelata in ritardo. Poi se spengo la telecamera durante le riunioni, posso fare le boccacce e i gestacci al collega antipatico, è una bella soddisfazione anche questa.
Quest’anno niente pidocchi dalla scuola.
Non serve dire altro.
Ammettiamolo. Non dover correre ogni singola mattina per lanciare il figlio a scuola prima che si chiudano le porte è un piccolo sollievo.
Vero è che poi si paga con il conto della baby sitter o con decine di ‘mamma, mi annoio! No! I compiti non li faccio!” Ma godiamoci quei due minuti di sollievo quando suona la sveglia la mattina.
La casa si sta allargando, nonostante l’affollamento forzato. Non è l’effetto dei bicchieri di vino a pranzo: c’è realmente più spazio negli scaffali della cucina, nel congelatore, in bagno. Shampoo, sapone, farina, pasta… usiamo tutto quello che c’è in casa per non dover fare la spesa e ci ritroviamo una casa svuotata e più spaziosa.
Insegno a mio figlio i giochi con le carte che facevo da piccola con il nonno, con lo stesso mazzo di carte. Mi riempio di nostalgia e di ricordi e mi sento di nuovo una bambina di dieci anni.
Soprattutto quando discuto per ben dieci minuti con mio figlio su chi ha barato e su chi non rispetta le regole e vuole vincere a tutti i costi (io,ovvio,e anche lui).
Si spende meno. Meno uscite, meno spese.
Soprattutto da quando non trovo più la carta di credito. Vabbè, tanto non avevo intenzione di fare altri acquisti online, per solidarietà con i corrieri costretti a lavorare anche ora.
Posso finalmente sperimentare le ricette dei miei amati 23 libri di cucina.
Ma dopo aver eliminato tutte le ricette che richiederebbero una spesa al supermercato, ho sperimentato una frittata con le zucchine congelate.
Ho finalmente il tempo per controllare e mettere in ordine tutte le comunicazioni della banca e gli estratti conti del conto corrente e della carta di credito.
No, questo decisamente non è un effetto positivo.
Guardo con occhi sognanti tutti i miei libri. Faccio con grande piacere un accurato piano di lettura e rilettura, accostando in modo ardito ma ricco di stimoli e riflessioni Paolo Rumiz, Luciana Littizzetto, Harry Potter, racconti di viaggio a narrazioni storiche a romanzi fantasy a saggi sul Mediterraneo.
Quando finalmente ho messo a letto tutti, sedando risse e insubordinazioni, pulito la cucina, mandato i compiti alle maestre, scaricato i nuovi compiti, chiuso il PC dell’ufficio, preparato la lavatrice, fatto le pulizie personali, che bisogna tenersi in ordine sempre, e la casa è silenziosa e tutta per me, mancano cinque minuti all’una e l’unica cosa che riesco a fare è trascinarmi a letto e leggere una pagina prima di svenire, direttamente sul libro.
Posso fare con calma le pulizie primaverili della casa. Con le ferie forzate arrivano anche le pulizie. E la casa sarà pulita, disinfettata, sanificata, splendente e in ordine come nelle riviste anni 50 per massaie.
Non sono sicura sia un effetto positivo del Virus, ma cerchiamo di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno.
Ah, mo’ adesso però ‘sto bicchiere lo vuotiamo! Anzi, prima lo riempiamo bene, anche due e tre volte e poi ce lo beviamo, questo buon rosso dell’Alto Adige!



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