Letture per il tempo del COVID-19

Spegnete. Tutto.
Cosa, tutto?
Tutto.
Cellulare, tablet, computer, TV, radio. Tutto.
Anche la bocca. Chiudete la bocca.
Ma come si fa?
Si fa.
Nessuna parola. Silenzio.
Solo mani, braccia, viso, occhi. Occhi!
Quante cose, al posto delle parole!
Ma come si fa?
Si fa.
Usate il corpo, parlate con quello, imparate a leggervi e a leggere gli altri.
Guardate, osservate, ascoltate, annusate.
Così, per sempre. Senza parole.
Senza parole? Senza.
A meno che non siate ricchi, ricchissimi. Così ricchi da potervi comprare le parole.
Pensate che le parole siano libere e gratuite?
“C’è un paese dove le persone non parlano quasi mai. E’ il paese della grande fabbrica delle parole.
In questo strano paese, per poter pronunciare le parole bisogna comprarle e inghiottirle.
Ci sono parole più care di altre. Non si pronunciano spesso, a meno di non essere ricchissimi.
Nel paese della grande fabbrica, parlare costa molto.”
La grande fabbrica delle parole è un libro di Agnès de Lestrade e Valeria Docampo, Terre di Mezzo Editore.
E’ un libro illustrato per bambini, da leggere insieme adulti e bambini. Anche se non avete bambini, leggetelo.
C’è un paese dove la libertà non passa attraverso le parole - o meglio, attraverso il loro significato - perché queste sono costruite e vendute dalla Grande Fabbrica che incombe grigia sul paese.
Ma ci sono anche una storia d’amore, la pazienza e l’attesa, l’arroganza della ricchezza, i retini acchiappa-parole, carabattole e fichi secchi, la libertà dei sentimenti e tre parole per dire tutto.
“Ciliegia, polvere, seggiola”.



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