I nostri "vecchi". Prenderci cura dei genitori anziani e il coinvolgimento dei figli.

Se si è fortunati ci passiamo tutti. Ad un certo punto della nostra vita dobbiamo occuparci dei nostri genitori anziani, spesso ultraottantenni, che non riescono più ad essere autonomi.
Non scriverò qui delle varie opportunità esistenti per affrontare praticamente la situazione ma è importante raccontare il coinvolgimento emotivo che sopraggiunge in chi, da sempre, si è sentito figlio, figlia.
Sì, perchè nonostante siamo usciti di casa da molti anni, abbiamo relazioni sentimentali, un lavoro, amici, nonostante abbiamo a nostra volta figlie e figli e siamo a tutti gli effetti adulti, quando i nostri genitori invecchiano, la loro fragilità ci spaventa, spesso ci trova impreparati, a volte ci irrita.
Non siamo abituati a prenderci cura di chi ha sempre curato noi, di chi era accessibile senza restrizioni fino a poco tempo prima, di chi ci ha sempre teso una mano e a cui sapevamo di poterci rivolgere se eravamo in difficoltà. Quel cambio di ruoli non ci piace e non di rado emergono antichi dissapori, questioni irrisolte, conflitti ancora aperti.
Non è semplice affrontare questo momento poichè noi, i figli, siamo ancora molto occupati dalle "nostre vite", programmate in ogni minuto della giornata, come se tutto non dovesse cambiare mai e niente fosse rinunciabile; viviamo in un tempo scandito dall'onnipotenza dove il caso, l'imprevisto, non devono esistere.
E quel "vecchio" che quasi fatichiamo a riconoscere essere lo stesso col quale discutevamo per un sì ad una uscita, per un brutto voto a scuola, magari per idee politiche differenti, ora ha bisogno di noi, dipende da noi, esattamente come noi, molto tempo fa, dipendevamo da lui.
Ecco, se proveremo a vederlo come un bambino vecchio, ci sentiremo invadere da un profondo sentimento di tenerezza . Non proteggiamoci da ciò che proviamo, lasciamo che la comprensione di quella vulnerabilità ci sorprenda e ci faccia male perché è ciò che ci occorre per affrontare un percorso difficile e faticoso , che non porterà a nessuna guarigione, a nessuna risoluzione ma che ci farà sentire in contatto con parti di noi che credevamo non essere presenti.
Accompagnare i nostri genitori, i "nostri vecchi" , ognuno per come può e riesce, senza sottrarci, in una fase della vita così delicata , non resterà solo un nostro patrimonio personale ma contribuirà a rendere un pò più giusta questa nostra umanità dove solo chi riesce, chi ce la fa, chi è performante, ha diritti.
I nostri anziani sono ciò da dove veniamo e quello verso cui andremo.
Curare il nostro passato e farci pace è il miglior modo per costruire una prospettiva di vita equilibrata dove la sensibilità ha un posto d'onore . Mica poco....!



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